martedì 3 ottobre 2017

Sì, il certificato medico è necessario

Quando qualcuno fa richiesta d'iscrizione alla nostra associazione, trova in fondo al modulo l'avviso che, per legge, è obbligatorio presentare un certificato medico per attività sportiva non agonistica (o agonistica) per poter essere tesserati.

Questo è un obbligo di legge (Decreto Balduzzi e successive modifiche): chiunque si iscriva a una associazione sportiva dilettantistica ha necessità di presentare un certificato medico che attesti, effettivamente, che può sostenere l'attività fisica. Ma cosa c'entra con il Nordic Walking? In fondo si tratta solo di camminare, e tutti camminiamo tutti i giorni senza dover fare visite mediche che ce lo permettano, no?

Eh no.

Il Nordic Walking è sport, non è "solo camminare"

Abbiamo già visto in passato che camminare con i bastoncini e fare Nordic Walking sono due cose diverse. Camminare portandosi dietro i bastoncini semplicemente puntandoli a terra a ogni passo cambia ben poco rispetto all'energia che si spende normalmente per il solo cammino. Il Nordic Walking prevede una spinta attiva sul bastoncino per esercitare anche la parte superiore del corpo e prevede la possibilità di essere sfruttato anche al fine di allenarsi, di prepararsi a una gara, di tenersi in forma.

Visto quanto detto sopra, è evidente che non si tratta solo di camminare. Il Nordic Walking è paragonabile allo sci di fondo (disciplina dalla quale deriva) ed è capace di far faticare chi lo pratica tanto quanto qualsiasi altro sport. Da qualche anno poi, esistono anche le gare ufficiali di Nordic Walking, per le quali ovviamente è richiesto il certificato medico agonistico, ma è importante notare che la disciplina si sta evolvendo sempre più nella direzione dell'atletica, non rimane nell'ambito del benessere o del passatempo. Il Nordic Walking è un vero e proprio sport.

L'istruttore non è un medico

Molti istruttori SINW hanno seguito il corso di primo soccorso e sono capaci di reagire correttamente agli infortuni, ma nella maggior parte dei casi non sono medici. Valutare il disagio di una persona, capire se quella persona è stanca o sta andando in ipoglicemia e potrebbe svenire potrebbe essere difficile. In caso di malessere, l'istruttore è il punto di riferimento del gruppo ed è il responsabile della situazione, ma potrebbe non sapere quale sia il miglior modo di agire in una situazione mai vissuta e con un'emotività molto alta. Il certificato medico non garantisce l'assoluta sicurezza da situazioni di emergenza, ma se una persona non può praticare sport per problemi fisici è il medico che può e deve comunicarglielo.

Check-up annuale

Dal lato del praticante, il certificato medico è paragonabile al tagliando dell'auto. Ognuno di noi spende ogni anno centinaia di euro per la manutenzione della propria auto, che magari esce dall'officina con talmente poche modifiche da farci chiedere perché diavolo si debba fare un controllo simile. Gli unici esentati a fare il tagliando dell'auto sono quelli che non hanno l'auto.

Un certificato medico costa molto meno e certifica il buono stato di qualcosa di infinitamente più prezioso di un qualsiasi veicolo: la nostra salute. Il medico fa una visita accurata e ci dice se siamo in grado o no di sostenere uno sforzo sportivo. Non è una cosa banale: se qualcuno non passa la visita medica vuol dire che non può fare sport per un motivo serio, e che farlo sarebbe un rischio. Chiunque faccia un'attività fisica costante, anche da privatista senza essere iscritto a nessuna associazione, dovrebbe fare una visita medica annuale per accertarsi di poter continuare a farlo. Siamo disposti a spendere centinaia di euro per la nostra auto e non ci interessa spenderne qualche decina per la nostra salute? Al di là delle disposizioni di legge, il controllo medico dovrebbe essere un appuntamento importante per chiunque pratichi sport.

Conclusioni

Io credo che il certificato medico sia importante al di là di quello che vuole la legge. Non tutte le realtà sportive sono obbligate a chiederlo (ad esempio un istruttore che lavorasse con partita IVA e rilasciasse fatture ai singoli clienti), ma credo che la serietà e l'affidabilità di un'associazione o di un singolo istruttore si valutino anche da questo: chiedere il certificato medico è assicurarsi che la persona possa gestire uno sforzo fisico continuato senza mettersi in pericolo, ed è una grossa garanzia per l'istruttore ma, soprattutto, per l'allievo.

Brescia, 03 ottobre 2017